L'ADIGE - Venerdì 24 Febbraio 2006

 

Strage di Bologna, Ciavardini in Regione



di ANDREA TOMASI

Il 3 marzo avrebbe dovuto parlare all'Università, nella sala conferenze della facoltà di Economia. Luigi Ciavardini - 43 anni, condannato per l'agguato al giudice Mario Amato, in attesa della sentenza di Cassazione per l'esecuzione della strage di Bologna - non terrà la conferenza in via Inama. Il preside ha negato il permesso.

Alla luce del «curriculum» del relatore principale, la richiesta - che veniva dall'associazione Eleuteros - è stata considerata inopportuna. Visto il «no» del preside Carlo Borzaga, l'associazione si è rivolta agli uffici della Regione, che invece hanno dato il «via libera».

Porte aperte dunque in piazza Dante: la conferenza «Strage di Bologna, 25 anni di inchieste» si terrà giovedì prossimo, alle 20.30.
Un appuntamento, questo, destinato a fare discutere, vista la storia dell'ospite. Per lunedì è già stata indetta un'«assemblea di protesta» dei gruppi giovanili della sinistra.

Tommaso Iori, consigliere comunale di Rifondazione comunista, fra i primi a contestare il progetto di Eleuteros, parla di «provocazione inaccettabile» non solo nei confronti dei familiari delle vittime (a Bologna morirono 85 persone e 200 riportarono ferite di varia gravità), ma anche «nei confronti di quante e quanti si riconoscono nei valori della Repubblica, nata dalla Resistenza: Repubblica contro la quale criminali come il camerata Ciavardini combatterono, non esitando a ricorrere alla strage indiscriminata di persone inermi».

Sul fronte opposto si trova Marika Poletti, 21 anni, studentessa di Giurisprudenza e coordinatrice del progetto. «Noi avevamo chiesto ospitalità al preside Borzaga - dice - perché pensavamo che questa potesse essere un'occasione per approfondire una questione molto importante e molto dibattuta. Abbiamo preso atto della decisione negativa e ci siamo mossi di conseguenza». I membri del sodalizio si sono quindi rivolti alla Regione. «Là non abbiamo avuto problemi».

L'affitto della sala è costato circa 150 euro. «Noi - prosegue - siamo convinti dell'innocenza di Luigi Ciavardini. Non si tratta di un giudizio aprioristico: abbiamo letto le sentenze e riteniamo che le testimonianze siano state contraddittorie». Per la strage di Bologna - ricordiamo - sono già stati condannati i due terroristi neri Francesca Mambro e Giusva Fioravanti. Dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari) faceva parte anche Luigi Ciavardini. «Ma la ricostruzione fatta dalla magistratura - dice Poletti - è stata deficitaria da tanti punti di vista: della sua colpevolezza mancano le prove e lui aveva un alibi».

La strage di Bologna è una ferita aperta del nostro Paese, una questione che porta allo scontro, anche politico.

Quando Iori (Prc) ha saputo che Eleuteros aveva chiesto spazio all'ateneo, ha invitato alla mobilitazione i movimenti, gli studenti, il personale docente e non docente, partiti e sindacati.

A sostenere la necessità di opporsi all'iniziativa ci sono anche il Circolo Mario Pasi e i Giovani comunisti.

Come detto, l'Università - che nel marzo scorso aveva ospitato l'ex militante di Terza Posizione Gabriele Marconi (invitato da Azione Studentesca, Azione Universitaria e Azione Giovani), autore di un libro sugli Anni di Piombo visti da destra - questa volta ha preferito negare il permesso

«Nessuna polemica - sottolinea il preside -. Agli studenti l'ho detto più di una volta: ben vengano le conferenze, anche su temi difficili, purché trattati in maniera scientifica. La facoltà non può diventare luogo di scontro e di strumentalizzazioni politiche. Abbiamo detto no a Ciavardini perché non si trattava di un evento di portata culturale. Inoltre lui non è neanche l'autore di un libro e il suo curriculum non ci dava garanzie: l'intera problematica - non ancora definita, visto che tra l'altro si attende una sentenza - non poteva essere presentata in maniera completa». E ora dibattito e scontri si spostano da via Inama a piazza Dante.