STRAGE BOLOGNA: L’INVITO DI AN, BATTAGLIA BIPARTISAN PER LA VERITA’
FRASSINETTI, RICOSTRUZIONI PROCESSUALI INCONGRUENTI NO A COLPEVOLE A TUTTI I COSTI
Roma, 1 ago. (Adnkronos) - Una ricostruzione incongruente sia sotto il profilo storico-politico che sotto quello processuale. Per il deputato di An Paola Frassinetti sono molte le contraddizioni che emergono dall’analisi della vicenda relativa alla strage di Bologna, l’attentato che il 2 agosto 1980 sventrò letteralmente la sala d’attesa della stazione provocando 85 morti e 200 feriti. Alla vigilia del XXVI anniversario, in una conferenza stampa organizzata al Campidoglio, il deputato di An afferma con forza il suo ‘no’ alla “ricerca di un colpevole a tutti i costi”.
“La battaglia per la verità che abbiamo cominciato a intraprendere è nobile e tutti i politici, indipendentemente dalle convinzioni di schieramento, dovrebbero sostenerla - afferma Frassinetti - Ma questo può non può risolversi nell’indicazione di un colpevole di comodo che accontenti l’opinione pubblica e strumentalizzi i familiari delle vittime. In questa vicenda esistono profili di incongruenza assolutamenti evidenti e non volerli considerare vuol dire rifiutare di aprire gli occhi”.
“Dal punto di vista storico-politico - osserva il deputato di An - sappiamo con certezza che la battaglia della generazione degli anni ‘80 che poi conflui’ in Terza posizione, e che in qualche caso approdo’ ai Nar, i Nuclei armati rivoluzionari, nasceva per propugnare una lotta a ‘viso aperto’, ovvero uno scontro, anche violento e a tratti illegale, ma ispirato alla battaglia sul campo, all’assenza di dietrologie, alla contrapposizione al ‘golpismo’. E, anche, all’impegno su tematiche all’avanguardia come l’ambientalismo, il sociale, il volontariato. Non si può - prosegue - estrapolare la strage di Bologna dallo studio di un terrorismo che aveva caratteristiche particolari”.
“Poi - rileva Frassinetti - c’è il processo, la sua gestione, la carenza istruttoria, una ricostruzione che fa acqua da tutte le parti. Basta un’analisi delle carte processuali per rendersi conto che l’impianto accusatorio è un castello di carta che può crollare da un momento all’altro. Ma tutto ciò può essere davvero riconosciuto solo se si ci si spoglia delle etichette ideologiche e si cessa di cercare un colpevole a tutti i costi. Solo in questo modo - conclude - la memoria delle vittime potrà essere onorata”.
- Per Alessandro Cochi, consigliere di An, la strage di Bologna non è solo un “caso irrisolto”, ma “un vero e proprio muro di gomma”. Il timore, prosegue, anche in relazione al caso Ciavardini, “è di un’ulteriore sentenza politica che poggi su colpevoli di comodo”. “Come rappresentanti dei cittadini - osserva - abbiamo ritenuto importante portare il dibattito sulla vicenda all’interno del Campidoglio, offrendo una voce istituzionale ad una storia ‘scomoda’ che sembra dimenticata da tutti”.
“Il problema non è solo la sorte di Luigi Ciavardini - aggiunge il consigliere di An Luca Malcotti - ma la ‘pietra tombale’ che si sta tentando di porre su una strage che, 26 anni dopo, è ancora priva di colpevoli reali. E’ questo l’allarme da lanciare. A prescindere dalla solidarietà umana e personale, non vogliamo che il silenzio e l’oblio calino su questa oscura pagina della nostra storia”. Dello stesso avviso, infine, il consigliere comunale di Alleanza nazionale Luca Gramazio, che chiede “verità per Bologna”. “Per i familiari delle vittime innanzitutto - conclude - perché nel rievocare i loro cari non siano oggetto di una profonda e ingiusta strumentalizzazione”.
(Sti//Adnkronos)
STRAGE BOLOGNA: CIAVARDINI, NON ACCONTENTARSI DI COLPEVOLI DI COMODO
'C'E' NUOVA GENERAZIONE DI POLITICI CHE STA PRENDENDO A CUORE QUESTO PROCESSO''
Roma, 1 ago. (Adnkronos) - “La rabbia arriva dalla certezza dell’innocenza”. A dichiararlo è Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni di reclusione come terzo esecutore della strage di Bologna del 2 agosto 1980 e in attesa di sentenza della Corte di Cassazione. Alla vigilia del XXVI anniversario dell’eccidio, in una conferenza stampa organizzata al Campidoglio dal Comitato ‘L’ora della verità’, che si batte per la sua innocenza, Ciavardini afferma di essere “contento che una nuova generazione di politici stia prendendo a cuore questo processo e non voglia accontentarsi di colpevoli di comodo”.
Partito alle 10,30 da piazza Barberini a Roma, il comitato ha organizzato una sorta di sensibilizzazione ‘itinerante’, un pellegrinaggio di testata in testata per sollecitare l’attenzione dei mass media, che, puntualizza Valerio Cutonilli, portavoce del comitato, “hanno perso interesse in questa vicenda, che tuttavia continua a rimanere attuale, se non altro perché c’è un procedimento ancora in via di definizione”.
Ma la risposta all’iniziativa, alla quale hanno preso parte anche i consiglieri comunali di An Alessandro Cochi, Luca Gramazio e Luca Malcotti e il deputato di An Paola Frassinetti, è stata positiva a giudizio degli organizzatori. “E’ importante sottolineare - ha rilevato Ciavardini - che questa manifestazione è servita soprattutto a muovere una ‘massa’ di giovani, che si sono recati nelle sedi dei giornali per ribadire, in silenzio e pacatamente, l’esigenza di giustizia che, dopo 26 anni, ancora non è stata soddisfatta”. (segue)
COMITATO 'ORA VERITA'', TROVARE IL CORAGGIO DI TIRARE LE SOMME DI QUESTA ASSURDA STORIA
(Adnkronos) - “Mi auguro - ha proseguito Ciavardini - che le persone che credono nella verità prendano finalmente coscienza. Non lo chiedo per un fatto di solidarietà personale, ma perché non si arrivi, come oggi, a parlare di indulto per riparare gli errori commessi in passato. Se una sentenza definitiva dovesse chiudere per sempre questa vicenda - ha concluso - l’amarezza maggiore sarebbe capire che il nuovo Stato, la nuova Repubblica in cui in qualche modo crediamo di trovarci, è in realtà fermo a 30 anni fa”.
“Abbiamo molto apprezzato l’intervento del presidente della Camera Fausto Bertinotti - ha aggiunto Valerio Cutonilli - il quale, ricevendo i familiari delle vittime, ha invocato la necessità di una ‘verità repubblicana’ per l’Italia e per Bologna. Ci permettiamo tuttavia di aggiungere che la verità repubblicana non può essere costruita sulla ‘ragion di Stato’, né sulla frode processuale che ruota sulle deposizioni di un pentito ‘malato immaginario’”.
“Dobbiamo - ha continuato - trovare il coraggio di tirare le somme di questa assurda storia. E i numeri parlano chiaro: 85 vittime innocenti, 200 feriti, 3 colpevoli di comodo, nessun mandante e nessun movente. E’ un bilancio inaccettabile dopo 26 anni, reso possibile da un inspiegabile silenzio calato su una vicenda ancora del tutto attuale. Attuale - ha puntualizzato - perché la strage di Bologna è stata la più cruenta della storia italiana. E perché esiste ancora un processo pendente con una sentenza che inciderà sulla vita di una persona”.(segue)
DOMANI 'L'ORA DELLA VERITA' ORGANIZZA MESSA IN RICORDO DELLE VITTIME
(Adnkronos) - “E’ intollerabile - ha affermato Cutonilli - che questo episodio sia ancora coperto di mistero, malgrado le innumerevoli voci levatesi da destra e da sinistra per sostenere quello che definisco il ‘fronte dell’innocenza’. La stragrande maggioranza degli osservatori ‘illustri’ ha ormai concordato con noi nel definire Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini colpevoli di ‘comodo’. E si tratta di adesioni del tutto bipartisan, dal presidente emerito Francesco Cossiga, a Sandro Curzi, a Rossana Rossanda, a Furio Colombo, a Paolo Mieli, che in un editoriale del 20 novembre 2003 sollevò una questione di coscienza sul caso di Bologna”.
“Sappiamo che la stessa commissione Stragi - ha precisato il portavoce del comitato ‘L’ora della verità’ - presieduta peraltro da un autorevole esponente della sinistra, Giovanni Pellegrino, ha giudicato non convicente la ricostruzione processuale relativa all’eccidio. E i risultati della successiva commissione Mitrokhin, con l’emergere di nuove piste alternative, sono noti a tutti. Eppure, la strage di Bologna continua a costituire l’esempio paradigmatico di quanto possa essere ampia la forbice tra la verità formale, quella storica e quella materiale, reclamata dai cittadini”.
“Vogliamo lanciare un messaggio anche alla stampa - ha concluso - perché rivolga maggiore attenzione alla vicenda di quanto non abbia fatto in passato. Ci auguriamo un’intensa affluenza alla messa organizzata domani in ricordo delle vittime, alle 10.30 presso la chiesa di S. Marco a Roma, e speriamo che il XXVI anniversario possa costituire l’occasione per costruire un vero dibattito sull’argomento”.
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