ARTICOLO DI "OBIETTIVO SU BOLOGNA" del 28.10.05


“Le condanne degli imputati della strage di Bologna sono stateottenute attraverso una palese frode processuale”. Parola del deputato Enzo Fragalà, che a tal proposito ricorda come “Massimo Sparti, il testimone chiave del processo contro i maggiorenni (Francesca Mambro e Valerio Fioravanti), dopo aver rilasciato le dichiarazioni incriminanti, fu dimesso dal carcere per un tumore rivelatosi poi inesistente”. E’ quindi l’avvocato Valerio Cutonilli, portavoce del Comitato l’Ora della Verità, che sottolinea come “Senza la testimonianza di Sparti non sussisterebbe la condanna degli stessi Mambro e Fioravanti” e che ricorda come, relativamente alla vicenda dello stesso teste “anche coloro che ritengono colpevoli i due, non abbiano mai preso una posizione”. Ed il timore che alla condanna di due innocenti segua il rischio che un’altra persona ( Luigi Ciavardini n.d.r.) debba pagare le colpe altrui, ha rappresentato una fattore motivazionale di eccezionale rilevanza, fattore che ha permesso al Comitato “di raccogliere davvero tantissimi consensi in tutte le direzioni politiche”.

Cutonilli spiega infatti: “Decine di migliaia di persone stanno aderendo spontaneamente in tutta Italia, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia.Ilcarattere di questo Comitato (nato a circa 25 anni dal 2 agosto 1980) è assolutamente trasversale, segno evidente che le battaglie di Giustizia riescono ad unire e non a dividere i cittadini”. Basti pensare che le posizioni del Comitato coincidono con quelle, tra gli altri, dell’onorevole Pellegrino (“la strage andrebbe collocata in scenari internazionali”); di Gianluca Semprini (apertamente schierato a sinistra) autore del libro che manifesta l’innocenza di Ciavardini e degli altri; dei Radicali, che si sono più volte pronunciati a favore della revisione del processo dei maggiorenni; di Andrea Colombo che, sul “Manifesto”, in occasione del venticinquesimo anno dalla strage, ha difeso con accanimento l’innocenza di Ciavardini invitando la sinistra “a non accettare i colpevoli di comodo” e di Adriano Sofri, che si è pronunciato in maniera molto chiara per ciò che concerne la vicenda Sparti. Vicenda relativamente cui Cutonilli puntualizza: “Se già gli elementi che portano alla condanna di Mambro e Fioravanti hanno sconcertato tante persone che hanno seguito il processo senza dare letture ideologiche, nel caso di Ciavardini (che è stato giudicato a parte perché all’epoca dei fatti era minorenne) non esiste nemmeno la testimonianza di Sparti.

Si ricordi infatti come Sparti non abbia mai menzionato Ciavardini e come non esista davvero alcuna testimonianza, alcun elementoche provi la presenzadello stesso a Bologna, il 2 agosto e come, in tutto ciò, si stia correndo il rischio (con la pronuncia definitiva da parte della Suprema Corte di Cassazione) della morte civile di una persona”. Il portavoce sottolinea quindi come “questa vicenda umana e giudiziaria rischia di rappresentare la riproposizione italiana del dramma di Sacco e Vanzetti, dramma che ci insegna come sia pericoloso e profondamente ingiusto chiudere gli occhi davanti all’evidenza”. Cutonilli non dimentica infine di puntare il dito sui “condizionamenti ambientali di quegli anni: “Come riporta anche Semprini nel suo libro, a Bologna si ottenne una condanna che partiva da un presupposto, ossia che era una strage nera perché tutte le altre stragi (Piazza Fontana, Italicus, Piazzale della Loggia, 904) erano nere. In realtà, toltoBertoli, che fece un attentato alla questura di Milano (ma che si è sempre dichiarato anarchico e che comunque proveniva da un’esperienza di 2 anni in kibbutz israeliani), in Italia non fu condannato nessun fascista per strage di civili”.

Il portavoce ricorda quindi come “le conclusioni siano state tratte prima di fare le indagini, si pensi a Francesco Cossiga che accusò da subito i fascisti, salvo poi riconoscere l’errore e chiedere scusa agli interessati, e si pensi alla lapide che c’è nella stazione di Bologna, nella quale venne inciso “strage fascista” già molti anni prima della sentenza definitiva, decretando così una condanna con molto anticipo”. Cutonilli aggiunge infine come “proprio in nome di questa battaglia tutti i cittadini, ed in particolar modo i bolognesi, dovranno parteciparealla Fiaccolata della Verità a Roma il 3 dicembre. Questo sarà sì il modo più nobile, per rendere omaggio alle 85 vittime”. (info: www.loradellaverita.org)

Barbara Ricciuti