CATANZARO 19 novembre 2005 |
Sabato 19 dicembre 2005, alle ore 17.30, presso gli eleganti locali della sala della Provincia di Catanzaro, è stato presentato il libro “La Strage di Bologna. Luigi Ciavardini: un caso giudiziario”. La sala, stracolma nonostante le ampie dimensioni, ha visto la partecipazione di pubblico eterogeneo – non mancavano persone di sinistra - nel quale spiccava una presenza di ragazzi giovanissimi e, soprattutto, molto attenti e concentrati. L’Avv.Antonio Tisci, dirigente di Azione Giovani, ha ripercorso le tappe più significante della vicenda giudiziaria relativa alla Strage di Bologna, evidenziando le numerose anomalie che ne hanno scandito l’evoluzione. Tisci ha osservato come le indagini, sin dall’inizio, siano andate a senso unico e come ciò abbia impedito di verificare tutte le piste, nazionali ed internazionali, che avrebbero potuto consentire esiti processuali più convincenti. Tisci ha raccontato ad una platea talvolta incredula l’incredibile vicenda del teste chiave Sparti, dimesso dal carcere, pochi mesi dopo le deposizioni contro Fioravanti e Mambro, per un tumore che si è poi rivelato inesistente. Per tali ragioni, Tisci ha sottolineato come sia un dovere morale sostenere la causa dell’innocenza di Ciavardini, in attesa che la Supema Corte di Cassazione si pronunci in modo definitivo sulla sua posizione. E’ poi intervenuto l’Avv.Valerio Cutonilli – porta voce del comitato “l’ora della verità” – che si è detto commosso per la partecipazione di tanti giovanissimi che, rinunciando alla partita della loro squadra del cuore, hanno preferito assistere ad una conferenza così impegnativa. Cutonilli, complimentandosi con Tisci per la partecipazione così intensa di Azione Giovani alle attività del comitato, ha ribadito l’importanza di interpretare questa battaglia di Verità e Giustizia continuando a superare le tradizionali divisioni politiche: “il comitato non è in grado di accusare nessuno, questo lo dobbiamo evidenziare a scanso di equivoci, passati o futuri.. L’unica convinzione che hanno maturato gli aderenti ad esso nasce esclusivamente dalla conoscenza degli atti processuali prodotti sino ad oggi; atti che ci spiegano molto chiaramente come Ciavardini, Mambro e Fioravanti siano in realtà innocenti. E questa convinzione, fate attenzione, oggi proviene anche da tantissima gente di sinistra a cui noi dobbiamo un particolare ringraziamento per l’onestà intellettuale che stanno dimostrando”. L’intervento di Luigi Ciavardini, da subito, ha colpito l’intero pubblico per la sincerità e per la pacatezza dei toni. Ciavardini si è detto onorato dell’invito ricevuto ma, soprattutto, dell’affluenza di tanti ragazzi desiderosi di ascoltare, di persona, la difesa dell’ultimo imputato nel processo della Strage di Bologna. Ciavardini ha applaudito lo spirito dei giovani di oggi, posti finalmente nelle condizioni di impegnarsi politicamente in modo civile e costruttivo, senza dover cadere nella tentazione della violenza; a differenza degli anni di piombo, quando era pericoloso, per chi faceva politica, anche tornare a casa la sera. Ciavardini ha invitato i giovani a proseguire nella strada intrapresa, a non coltivare mai più l’odio e a rimanere sempre uniti perché dividersi è sempre un errore ed un segno di arrendevolezza. Ciavardini ha tenuto a spiegare le ragioni delle sue presenze in pubblico, sempre più frequenti: “ho accettato questo invito perché ho l’obbligo morale di farmi guardare negli occhi da voi quando vi dico che non sono io il mostro di Bologna. Gli occhi non mentono mai, sono lo specchio dell’anima, ed io non li ho mai abbassati quando ho ribadito la mia innocenza, anche davanti a chi ha dovuto piangere un figlio sotto le macerie di quella Stazione. Mambro, Fioravanti ed io siamo innocenti…non smetterò un attimo della mia vita di ricordarlo a tutto voi”. Le parole di Ciavardini sono state interrotte da un applauso spontaneo ed intenso, il più lungo di tutta la serata. Da ultimo, è intervenuto l’assessore alla cultura della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, la quale, manifestando la sua solidarietà a questa battaglia che sta accomunando i diversi schieramenti politici – perché la Verità è un bene di tutti - ha assicurato la sua presenza a Roma il 3 dicembre prossimo per la fiaccolata silenziosa. A concludere la serata, è stata Angela, una ragazza di 17 anni – la stessa età di Ciavardini nell’agosto del 1980 – che ha suscitato dei brividi intensi, all’interno della sala, con la limpidità del suo intervento: “se facessimo condannare una persona innocente, avremmo perso tutti. Credo che la Giustizia non possa rimanere sorda al nostro appello. Non siamo qui per dire solo belle parole ma per dimostrare, con i fatti, che saremo in tanti, anche giovanissimi, a sfilare in silenzio, con la fiaccola della speranza in mano, verso la bocca della Verità, quella Verità che ci deve fare sentire tutti fratelli, nonostante le distinzioni politiche”. Le parole di Angela hanno lasciato il segno tra il pubblico, diviso nelle appartenenze ma pronto ad entrare negli stessi pulmann che condurranno a Roma il popolo calabrese, il 3 dicembre prossimo.
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