LUIGI CIAVARDINI E' STATO TRASFERITO NEL CARCERE ROMANO DI REBIBBIA

Per chi intendesse scrivergli, il nuovo indirizzo è:

Casa Di Reclusione Rebibbia 165, V. Raffaele Majetti, 00156 Roma (RM)

 

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17-Mar-2008 CHICHIARELLI E SPARTI: IL RAPPORTO INESPLORATO...

 

In coincidenza con il trentennale del rapimento Moro, ha avuto inizio un confronto tra storici che si preannuncia di un certo interesse.
In particolare, hanno suscitato clamore le dichiarazioni rese da Steve Pieczenick, l’esperto di terrorismo che in quel drammatico 1978 fu inviato dal governo statunitense per coadiuvare il nostro paese nella gestione della crisi determinata dalla prigionia dello statista democristiano.
A sopresa, l’ex funzionario del dipartimento di Stato americano ha voluto fare chiarezza su una delle vicende più inquietanti del caso Moro.
Il 18 aprile 1978, lo stesso giorno in cui veniva scoperto il covo brigatista di via Gradoli, venne diffuso un falso comunicato delle Br che annunciava la morte dello statista democristiano, avvenuta mediante “suicidio”. La salma di Moro sarebbe stata abbandonata nei fondali del lago della Duchessa.
Anni dopo si scoprì che l’autore del falso comunicato era un falsario prossimo agli ambienti della Banda della Magliana: Tony Chichiarelli. Quest’ultimo venne ucciso nel 1984. La sua morte ha impedito, sino ad oggi, di conoscere l’identità dei mandanti di quello che è stato definito, da insigni storici, come l’atto di depistaggio più grave dell’intera vicenda Moro.
Pieczenick ha spiegato che la diffusione del falso comunicato brigatista fu decisa all’interno del “comitato di crisi” e che della sua realizzazione si sarebbero occupati i servizi segreti italiani. L’obiettivo sarebbe stato quello di preparare l’opinione pubblica ad una definizione negativa della vicenda Moro.
L’ex funzionario del dipartimento di Stato americano è considerato fonte dotata della massima attendibilità e, ad oggi, nessuno ha provato a smentire le sue dichiarazioni.
Ebbene, per anni ci sì è interrogati su chi fossero i committenti di tale operazione. Vennero ascoltate diverse persone. Un amico di Chichiarelli dichiarò che in realtà “Tony preparò il comunicato per gioco”. La circostanza è riportata in due libri di notevole interesse: “Odissea sul caso Moro” di Vladimiro Satta e “I burattinai” di Philip Willan. Anche il nostro portavoce, in “Strage all’italiana”, aveva invitato a riflettere su tali dichiarazioni.
Oggi sappiamo, con definitiva certezza, che il falso comunicato n.7 delle Brigate Rosse non fu un gioco ma un clamoroso atto di depistaggio.
Per quanti non lo sapessero, l’amico di Chichiarelli si chiamava Massimo Sparti, il malato immaginario assurto a celebrità come teste chiave del processo per la strage di Bologna…

Roma 4 Febbraio 2008

CIAVARDINI ASSOLTO

Questa giornata di gioia è dedicata a quelli che non hanno smesso di sperare e di credere.

Da "Il Resto del Carlino"

Ciavardini assolto in appello per rapina
Sono cadute in appello le accuse di rapina per l'ex militante dei Nar, condannato in primo a 7 anni e 4 mesi per un colpo in banca, avvenuto nel settembre del 2005, ai danni di una agenzia dell'Unicredit, a Roma. Nell'aprile scorso la Cassazione ha condannato definitivamente Ciavardini, a 30 anni di reclusione per la partecipazione alla strage di Bologna.

Roma, 4 febbraio 2008 - Assolto per non aver commesso il fatto. Sono cadute in appello le accuse di rapina per Luigi Ciavardini, l'ex militante dei Nar, condannato in primo a 7 anni e 4 mesi per un colpo in banca, avvenuto nel settembre del 2005, ai danni di una agenzia dell'Unicredit, a Roma. L'assoluzione, pronunciata dal presidente della II corte d'appello, Giuseppe Pititto, è stata emessa in base all'articolo 530 secondo comma del codice di procedura penale, la vecchia insufficenza o contraddittorietà delle prove. In primo grado il gup Adele Rando aveva aumentato la pena, rispetto alle richieste del pm Paolo Auriemma, che aveva chiesto la condanna di Ciavardini a 4 anni e 4 mesi. La decisione del giudice era dovuta al fatto che fu attribuito all'imputato anche il porto abusivo di una pistola e altre tre rapine `minori', con riferimento alla sottrazione di due cellulari ad altrettanti clienti della banca e di un'arma da fuoco a una guardia giurata. La difesa di Ciavardini, rappresentata dagli avvocati Valerio Cutonilli e Stefano Marsano, aveva optato per il rito abbreviato nella speranza che il caso si chiudesse con un proscioglimento. L'ex militante dei Nar ha sempre negato ogni responsabilità: "Quel giorno ero ospite della festa di Azione Giovani, `Atreju' in Parco delle Tre Fontane, e presentavo in uno stand il mio libro sulla strage alla stazione di Bologna", si era difeso all'indomani del suo arresto. Nell'aprile scorso la Cassazione ha condannato definitivamente l'ex Nar (Nuclei armati rivoluzionari), a 30 anni di reclusione per la partecipazione alla strage di Bologna. In quel caso è stata confermata la sentenza della sezione minori della corte d'appello che si era espressa nel 2004.

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E' on line il sito web delle "Edizioni Trecento", dove è anche possibile acquistare il libro.

www.edizionitrecento.com

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recensione del libro su Censurati .it

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Bologna 2 agosto 1980 - UNA STRAGE ALL'ITALIANA

 

"Bologna 2 agosto 1980, salta in aria la sala di attesa della stazione ferroviaria. Esclusa l’accidentalità dell’esplosione, viene accreditata immediatamente una tesi ufficiale: strage nera.

Le indagini procedono sin dall’inizio in un’unica direzione. Altre piste rimangono trascurate. L’inchiesta viene esposta di continuo a tentativi di inquinamento, volti a corroborare l’ipotesi dell’attentato neofascista. La vicenda giudiziaria sembra essersi conclusa l’11 aprile 2007 con la condanna definitiva di Ciavardini, ritenuto responsabile dell’eccidio bolognese al pari di Fioravanti e Mambro. Ma la stragrande maggioranza degli osservatori del processo – senza distinzioni politiche - considera innocenti i tre ex militanti dei Nar.

Per quali ragioni il governo sposò a priori un’unica ipotesi investigativa? Perché i depistaggi coinvolsero solo esponenti dell’estrema destra? Massimo Sparti fu un teste genuino o l’autore di un tentativo di sviamento andato a buon fine? Quali motivi impediscono ancora oggi di conoscere mandanti e moventi della strage di Bologna?

Il libro-intervista a Valerio Cutonilli - portavoce del “comitato l’ora della verità” – vuole rappresentare un invito a riflettere sui numerosi quesiti rimasti irrisolti. Tali interrogativi non si limitano a suscitare divisioni sempre più aspre all’interno della società italiana. Essi costituiscono un ostacolo insormontabile per l’edificazione di quella “memoria condivisa” che dovrebbe caratterizzare un paese civile.

 

 

 

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Luigi Ciavardini, a mezzo dei propri legali, ha inviato un saluto a tutti i sostenitori del comitato "l'ora della verità":


"Voglio ringraziare tutti quelli che non si sono dimenticati di me.
Ogni giorno ricevo lettere di affetto che mi aiutano a reagire, con la dovuta compostezza, all'ingiustizia che sto subendo. Desidero invitare chiunque creda in questa battaglia di verità, a non intenderla come un gesto di solidarietà personale nei miei confronti. Conoscere finalmente verità sulla strage di Bologna è un diritto di tutti gli italiani, non solo mio. Credo che il nostro paese abbia bisogno di un grande impegno civile per una giustizia veramente giusta ed imparziale. La vicenda che mi ha visto protagonista, mio malgrado, è solo l'esempio lampante di un problema più ampio che continua ad affliggere la nostra società. Le battaglie personali sono sempre limitate e forse anche sbagliate. Se ci sono persone come voi, che non sono disposte ad ignorare la condanna di un innocente, anche per me è possibile sperare in un'Italia più giusta.
Vi abbraccio tutti".

Luigi Ciavardini

 

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IMPORTANTE: sono disponibili ancora CD e magliette del comitato L'ORA DELLA VERITA'.

Il costo è di 10 euro sia la maglia che il CD. Ordine minimo 5 pz. e per odrini superiori a 10 le spese di spedizione sono a nostro carico.

Ricordiamo che il comitato continua a sostenere spese per difendere la causa di LUIGI CIAVARDINI ancora detenuto a POGGIOREALE (Napoli).

Per ordini e quant'altro, potete scrivere all'indirizzo e-mail: info@loradellaverita.org