COMUNICATO STAMPA 23/24-Gen-2007

 

Roma, 23 gen . (Adnkronos) - "E' incredibile che certa sinistra colga ogni occasione per aprire pretestuose e strumentali polemiche al solo fine di creare un clima di tensione in citta'. Antidemocratico e' chi non e' disposto ad ascoltare tesi differenti dalle proprie, e' evidente quindi che gli unici antidemocratici sono i giovani comunisti che vogliono impedire una civile assemblea sulla Strage di Bologna''. Lo ha dichiarato il Presidente romano di Azione Giovani, Federico Iadicicco, intervenendo sul 'caso Visconti', dopo le polemiche tese ad impedire l'intervento del presidente del Comitato 'L'Ora della verita' Valerio Cutonilli sull'eccidio del 2 agosto 1980.

''Tra le altre cose - ha aggiunto Iadicicco - sono molti in Italia a credere che su quella strage non si sia fatta luce e che si siano trovati colpevoli di comodo. Chi crede nella democrazia ha l'obbligo morale di ricercare la verita' al fine di ottenere giustizia. Chiediamo quindi a tutte le forze politiche di unirsi in una battaglia che faccia luce sui mandanti e sugli esecutori di quella strage''.

---------------------------------------

 

COCHI (AN): LA RICERCA DELLA VERITA’ SULLA STRAGE DI BOLOGNA E’ UNA NECESSITA’ CONDIVISA TRASVERSALMENTE

La polemica suscitata dall’organizzazione di un dibattito sulla strage di Bologna presso il Liceo Visconti di Roma, previsto per venerdì, sta assumendo toni paradossali. Oggetto del contendere, la partecipazione dell’avvocato Valerio Cutonilli, portavoce del Comitato “L’Ora della Verità”, che da due anni è impegnato a far luce sulla pagina più nera della storia dell’Italia repubblicana e sostiene l’innocenza dell’ultimo imputato del processo (Luigi Ciavardini). Il vicepresidente del Consiglio Provinciale, Nando Simeone, ed il delegato alla memoria del Comune di Roma, Alessandro Portelli, parlano di “oltraggio alla Costituzione ed apologia del fascismo”. Alessandro Cochi, consigliere comunale di Alleanza Nazionale, è insorto: «Esprimo tutta la mia solidarietà all’avvocato Cutonilli, vittima di accuse insensate, scagliate con una terminologia da anni di piombo. È un professionista stimato di cui è stata lesa l’onorabilità professionale: il suo impegno non persegue interessi di parte, ma è volto a contribuire alla ricerca della verità sulla strage di Bologna. E nessuno nel nostro Paese può arrogarsi il diritto di limitare la libertà di espressione».
Ma non è tutto. Cochi ha sottolineato la trasversalità di adesioni che ha ricevuto la tesi innocentista: «La ricerca della verità sulla tragedia che colpì il nostro Paese ventisette anni fa è un dovere di tutti i cittadini, tanto di destra, quanto di sinistra. La tesi che sostiene l’estraneità ai fatti del 2 agosto del 1980 di Ciavardini è sostenuta da intellettuali ed esponenti politici al di fuori di ogni sospetto. Parlo di personaggi illustri, espressione del mondo della sinistra italiana, quali Paolo Mieli, Rossana Rossanda, Sandro Curzi e Daniele Capezzone». In difesa di questa tesi, peraltro, interviene l’uscita del saggio “Una storia nera” di Andrea Colombo, ex militante di Potere Operaio, ex editorialista de Il Manifesto e, attualmente, portavoce di Rifondazione comunista al Senato. Si aggiunge ad un altro libro scritto sulla triste vicenda da Gianluca Semprini, “La Strage di Bologna. Luigi Ciavardini: Il terrorista sconosciuto, un caso giudiziario”. Che offre a Cochi lo spunto per rilanciare il dialogo: «Mi impegno personalmente a regalare a Simeoni e Portelli, una copia del libro di Colombo, nella speranza che possano in futuro liberarsi da logiche politiche appartenenti ad un passato fortunatamente morto e sepolto. Negare la libertà di espressione e non garantire giustizia alle vittime sono gli unici veri affronti che la Costituzione rischia di subire.