2003.
ESCE LA PRIMA EDIZIONE DEL LIBRO DI GIANLUCA SEMPRINI.
 
nella foto: Gianluca Semprini, giornalista di sky autore del libro “La Strage di Bologna. Luigi Ciavardini: un caso giudiziario”.


Nel 2003, squarciando un velo di silenzio divenuto ormai insopportabile, viene pubblicato finalmente un libro che racconta l’incredibile vicenda giudiziaria di Luigi Ciavardini.

L’opera, edita dalla Bietti, reca inizialmente il titolo: “la Strage di Bologna e il terrorista sconosciuto” e riscuote da subito enorme interesse.

L’autore, Gianluca Semprini, un giornalista di sky dichiaratamente schierato a sinistra, dopo aver esaminato accuratamente gli atti processuali, ha maturato il convincimento che quella di Bologna non fu una Strage fascista.

Attraverso il racconto del processo al “minore” Ciavardini, Semprini indica con chiarezza e precisione tutte le ragioni che lo hanno condotto a sostenere l’innocenza dei tre imputati: dalla sconcertante vicenda del teste-chiave Sparti sino alla questione del depistaggio operato dai vertici del Sismi nel 1981 sul treno Taranto-Milano.

Semprini non si è limitato a svolgere una funzione meramente ricognitiva della documentazione già esistente ma, a sua volta, ha condotto di persona alcune interviste di particolare rilevanza.

Tra queste, senza dubbio, spicca quella svolta nei confronti di Elena Venditti - all’epoca dei fatti fidanzata dell’imputato – la quale ha smentito espressamente la presunta telefonata che Ciavardini avrebbe effettuato l’1 agosto 1980 per far ritardare il viaggio dei suoi amici da Roma a Venezia.

Smentita che, nella vicenda in questione, assume un’importanza straordinaria.

La qualità del libro di Semprini ha indotto la S.E.B. a pubblicarne la seconda edizione, recante il titolo: “La Strage di Bologna. Luigi Ciavardini: un caso giudiziario”.

Riconosciuto l’assoluto valore dell’opera, in una con l’onestà intellettuale dell’autore, il comitato “l’ora della verità”, sin dalla sua costituzione, ha visto nel libro di Semprini il “manifesto” dell’innocenza, non solo di Ciavardini ma anche di Mambro e Fioravanti, attivandosi per una diffusione capillare in ogni città italiana.

 

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