FIRENZE 18 novembre 2005 |
Venerdì 18 novembre 2005, alle ore 21.00, presso l’accogliente sala conferenze del Novo Hotel di Firenze, si è tenuta la presentazione ufficiale del comitato “l’ora della verità”. L’affluenza delle persone interessate, provenienti anche da altre città toscane, è andata oltre le più rosee aspettative sicché in molti, esaurite le poltrone a disposizione già prima dell’inizio, hanno dovuto - purtroppo - assistere in piedi al convegno. L’Avv.Valerio Cutonilli, porta voce del comitato, ha voluto evidenziare come la battaglia di Verità e di Giustizia intrapresa sia sorta spontaneamente, per volontà di semplici cittadini, molti dei quali giovanissimi. Secondo Cutonilli, è la profonda convinzione di essere dalla parte della ragione che sta inducendo migliaia di cittadini italiani ad imporre il caso Ciavardini all’attenzione dell’opinione pubblica. Cutonilli ha osservato come il messaggio di Giustizia del comitato stia raggiungendo tutti gli ambienti ideologici perché è certezza di tutti che la Verità non può avere colore politico. Per tali motivi, ha tenuto a ringraziare – in modo particolare – il popolo della sinistra che, in occasione della trasmissione “voci della notte” andata in onda a radio rock la notte del 16 novembre scorso, ha sposato la causa di Luigi Ciavardini perché non è disposta ad accettare altri Sacco e Vanzetti. Anche molta gente di sinistra, dunque, verrà a Roma il prossimo 3 dicembre per impugnare in silenzio la fiaccola della speranza. Luigi Ciavardini ha ringraziato Firenze e la Toscana per la solidarietà ricevuta in queste settimane, dimostrandosi particolarmente onorato dell’assoluta trasversalità di quel “fronte” dell’innocenza che, all’interno della società italiana, è ormai qualcosa di più di un’evidente maggioranza. Ciavardini ha invitato tutti i presenti a non dimenticare mai il dolore dei familiari delle vittime della Strage di Bologna, riferendo anche particolari sconosciuti all’opinione pubblica. Ciavardini, infatti, ha ricordato come la vicenda giudiziaria in questione abbia lasciato negli anni una lunga scia di sofferenza, non solo tra i parenti delle vittime ma, anche, nelle famiglie delle tante persone coinvolte ingiustamente nelle inchieste. Davanti ad una platea attonita, Ciavardini ha ricordato il gesto estremo della madre di un ragazzo detenuto – e poi definitivamente prosciolto – che per reclamare quella Giustizia che sembrava essere negata al figlio, arrivò a gettarsi dalla finestra del palazzo in cui abitava: “spero e sono convinto che tutto l’impegno profuso da voi che avete costituito questo comitato siadovuto non solo alla solidarietà nei confronti di un imputato che comprendete essere innocente ma anche, soprattutto, al rispetto delle vittime e di quanti, per diverse ragioni, stanno ancora soffrendo profondamente per le ingiustizie patite”. L’applauso finale, particolarmente intenso, è stato seguito dall’impegno, di tutti i presenti, a partecipare in massa alla fiaccolata del 3 dicembre prossimo, a Roma.
|
| indietro |
|