INTERVISTA a Valerio Cutonilli - Portavoce del comitato

 

IL COMITATO “L’ORA DELLA VERITA’” COMPIE IN QUESTI GIORNI IL PRIMO ANNO DI VITA. E’ TEMPO DI BILANCI…

“devo ammettere, per onestà, che nessuno di noi quella sera di luglio aveva previsto un successo di tali dimensioni. Il comitato è nato a Roma, per impulso soprattutto di persone giovanissime, senza il sostegno di persone note e, fatto ancora più rilevante senza sovvenzioni a cui attingere. Eppure, in pochi mesi, è diventato un fenomeno di rilevanza nazionale: già nel dicembre scorso poteva contare su alcune decine di migliaia di sostenitori”.

DICEMBRE 2005, IL MESE IN CUI E’ STATA ORGANIZZATA A ROMA LA “FIACCOLATA PER LA VERITA’”…

“è stato un grande successo. Migliaia di persone, nonostante le condizioni climatiche disastrose, sono arrivate nella capitale da tutte le regioni italiane. Lo hanno fatto spontaneamente e di tasca propria: non c’erano treni speciali né pulmann finanziati da qualcuno. La manifestazione, fatto quasi unico nel nostro paese, si è svolta ordinatamente ed in rigoroso silenzio. Lo spettacolo offerto nel centro di Roma era così suggestivo che i passanti si fermavano incuriositi, i turisti hanno cercato di immortalare l’evento con le macchine fotografiche. Il cammino della speranza, concluso davanti la ‘Bocca della Verità’, rivelava un’eccezionale valenza simbolica. Abbiamo camminato tutti insieme, fiaccola in pugno, verso la ‘verità’ perché è proprio la Verità che manca, da 26 anni, nella vicenda relativa alla strage di Bologna”.

NON SI E’ TRATTATO DI UN’ INIZIATIVA SPORADICA…

“esatto. La fiaccolata ha costituito l’esito di una campagna di sensibilizzazione operata nell’intero territorio nazionale…In tre mesi (da settembre a novembre)il comitato è riuscito ad organizzare più di quaranta convegni, raggiungendo tutte le città italiane più importanti. Eravamo sempre in viaggio, da Milano a Catania. La risposta della gente è stata formidabile, al di sopra delle nostre aspettative. Chi ha seguito da vicino le vicende del Comitato sa che non sto esagerando: le sale erano sempre piene ed è capitato talvolta che qualcuno dovesse ascoltare gli interventi in piedi: i posti a sedere erano esauriti”.

PERO’ LA RILEVANZA MEDIATICA NON E’ STATA SEMPRE SODDISFACENTE…

“purtroppo devo concordare. Ma sarebbe errato considerare la scarsa attenzione prestata dai media il frutto di una scelta premeditata. Purtroppo, non è semplice convincere il mondo dell’informazione che la nostra è una battaglia “attuale”. Ho dovuto prendere atto, non senza sconcerto, di come la maggioranza dei giornalisti italiani sia sinceramente convinta che la vicenda giudiziaria della strage di Bologna debba ritenersi definitivamente conclusa. Molti non conoscono minimamente la storia, per certi versi incredibile, di Luigi Ciavardini. Sono mesi che proviamo a raccontarla anche a molti operatori dell’informazione che, va riconosciuto, non fanno molto per nascondere il loro stupore”.

LA SODDISFAZIONE MAGGIORE RAGGIUNTA IN QUESTI MESI?

“ce ne sono due, tra le tante. La prima è dovuta ad una trasmissione radiofonica dove è accaduto qualcosa di molto particolare. I ragazzi del comitato sono intervenuti in un numero non trascurabile di emittenti, locali e nazionali. Una notte, siamo stati ospiti nella rubrica notturna di radio rock, una sigla storica della sinistra romana. Sin dalla costituzione del comitato, abbiamo sempre tenuto a precisare che la nostra è una battaglia di Verità e di Giustizia, svincolata da logiche di carattere politico. Per tutta la notte, in modo quasi incredibile, i terminali di radio rock sono stati invasi dai messaggi degli ascoltatori di sinistra che, con grande intelligenza, avevano accolto il nostro appello: la Verità appartiene a tutti, non può essereostaggio di nessuna ideologia. Fu una notte indimenticabile”.

L’ALTRA INVECE?

“la lettera che ci ha inviato il Senatore Andreotti. Non conteneva le solite frasi di circostanza, tipiche purtroppo di taluni esponenti del mondo politico. Si capisce, leggendola, come persino uno statista dello spessore di Andreotti sia rimasto colpito dalla passione civile che muove i ragazzi del comitato. Non mi sembra un fatto da poco”.

QUALCUNO HA POLEMIZZATO SULLA PRESENZA DELL’IMPUTATO CIAVARDINI AI VOSTRI CONVEGNI…

“purtroppo in Italia vi sono dei ritardi culturali, dovuti a scorie ideologiche del passato, che inducono taluni a non comprendere l’importanza del ‘diritto di difesa’. Doveri di obiettività, tuttavia, mi impongono di precisare che si è trattato di episodi sporadici, isolati. Ciavardini, peraltro, ha accolto i nostri inviti per una ragione molto semplice. Non ci si può difendere da un’accusa così terrificante, nascondendosi dietro le pagine di un giornale. Ciavardini non sì è nascosto perché non ha nulla da nascondere. Ha deciso di metterci la faccia, di guardare negli occhi – e di essere guardato negli occhi – quando spiega alla gente che sia lui, sia Mambro e Fioravanti, sono innocenti. Leparole di Ciavardini, semplici e sofferte, valgono molto di più di qualsiasi memoria difensiva. Anche l’osservatore prevenuto si è accorto della sincerità dell’ex militante dei NAR. A prescindere dagli esiti del giudizio, Ciavardini ha vinto la sua battaglia per la Verità: le gente ha capito che non c’entra nulla con la strage di Bologna. Purtroppo, rimane un solo rammarico”.

QUALE?

“i nostri convegni, ovviamente, erano aperti a tutti. Ha partecipato gente di ogni tendenza politica. Avrei sperato, talvolta, nella presenza di un familiare delle vittime della strage di Bologna. Ciavardini era a loro completa disposizione, pronto a dare tutte le spiegazioni desiderate”.

SAREBBE STATO UN MOMENTO DI ECCEZIONALE INTENSITA’..

“indubbiamente. La storia maledetta della strage di Bologna continua a suscitare in noi sentimenti molto forti. Ne ricordo uno su tutti. A febbraio, abbiamo organizzato una proiezione cinematografica; le immagini dell’attentato erano sconvolgenti. Ad un tratto, mi accorgo che in fondo alla sala siede Ciavardini insieme alla figlia primogenita. Non posso dimenticare il suo sguardo, commosso e rabbioso allo stesso tempo, mentre osservava quei corpi inermi. Stava proprio accanto a noi, l’ultima vittima della strage di Bologna”.