ITALIA TV -06 Ottobre 2005 |
Fragalà, inchiesta su strage Bologna vergognosa e inquinata Strage Bologna: inchiesta giudiziaria inquinata da interessi politici e basata sulla frode processuale del supertestimone Massimo Sparti. Castelli mandi ispezione alla Procura di Bologna, clamoroso rapporto del capo della polizia trattato dai pm come un invito al Rotary - Le più recenti acquisizioni della Commissione Mitrokhin direttamente provenienti dagli archivi dei Servizi segreti dell'est - Stasi, Kgb e Servizio ungherese - dimostrano, aldilà di ogni ragionevole dubbio, il gravissimo errore giudiziario che ha portato alla sentenza definitiva di condanna ai danni di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, nonostante fossero stati assolti nel primo grado di giudizio. Che l'inchiesta giudiziaria sulla strage della stazione del 2 agosto 1980 fosse inquinata da interessi politici e dalla pervicace volontà di avvalorare la tesi preconfezionata della "strage fascista" era, peraltro, già noto. Dalle riunioni collettive dei legali di parte civile e dei pm della Procura della Repubblica di Bologna all'interno della Federazione del Pci locale, così come denunciato coraggiosamente dall'avvocato Fabio Montorzi, fino alla frode processuale attraverso cui fu ricompensato per le calunnie contro Fioravanti, il falso pentito Massimo Sparti, liberato dal carcere di Pisa nel febbraio 1982 grazie ad una falsa diagnosi di tumore al colon che gli avrebbe, ben 23 anni fa, lasciato soltanto tre mesi di vita. Sparti è, invece, a tutt'oggi, vivo e vegeto e la sua Tac con la quale gli venne falsamente diagnosticato il tumore fu scambiata con la Tac di un vero ammalato terminale di cancro. Oggi dagli archivi dei Servizi segreti del mondo comunista emergono i documenti che attestano come alcune stragi verificatesi in Italia in quel periodo sono di sicura matrice palestinese ed è il caso della strage del 2 agosto 1980 od opera della rete Separat guidata dal famigerato Carlos, ed è il caso della strage del treno 904 del 23 dicembre 1984 sul treno Firenze-Bologna. Ed è tale il persistente depistaggio per coprire le vere responsabilità della cosiddetta "strage fascista" del 1980 che quando il capo della polizia Giuseppe De Gennaro inviò un rapporto alla Procura di Bologna per indagare sulla presenza di Abu Anzeh Saleh a Bologna la Procura del capoluogo, meglio nota per alcune esternazioni antigovernative, non trovò di meglio che iscrivere quel dirompente rapporto non già nel registro notizie di reato, come sarebbe stato logico, bensì nel modello dei fatti non costituenti reato: come se fosse un invito del Rotary. Chiederò per questo al ministro della Giustizia, che sia fatta la definitiva e necessaria chiarezza su questa allucinante vicenda attraverso un¹ispezione agli uffici della Procura di Bologna.
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