"La famiglia del commissario ucciso ha saputo la notizia dalla stampa: dure reazioni dall'opposizione
Caso Bompressi, le scuse di Mastella
Il ministro e Napolitano chiamano la vedova di Calabresi"
ROMA - Ovidio Bompressi dalle 14 di ieri è tornato ad essere un uomo libero. E mentre l'archivista dell'Anpi di Massa Carrara, dove attualmente lavora, ha saltato le due ore nel centro di documentazione sulla Linea Gotica restando a casa con moglie e figlia per rispondere alle telefonate di amici e parenti, tra Roma e Lussemburgo si è accesa la polemica sulla mancata telefonata alla famiglia Calabresi.
Scuse ufficiali del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e una telefonata del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sono arrivate alla vedova del commissario.
«Improvvida» ha definito ieri Mastella la propria dimenticanza. E dal Lussemburgo, alla fine del consiglio Ue sulla Giustizia, ha telefonato a Gemma Capra, moglie del funzionario di polizia.
Ma il fatto che famiglia di Luigi Calabresi sia venuta a conoscenza della concessione di grazia all'ex esponente di Lotta continua dalla stampa, ha scatenato le reazioni dell'opposizione riaprendo, per altro, la mai chiusa "questione Sofri".
«Sconcertante» non aver chiamato la famiglia e «goffe» le scuse di Mastella secondo Maurizio Gasparri. «Ora - ha dichiarato l'esponente di An - sono tutti concentrati sul problema Sofri, che peraltro, e giustamente per ragioni di salute, da tempo non sta più in carcere. E lo fanno per concedergli una grazia che lui non ha richiesto, per un omicidio di cui non ha mai ammesso la responsabilità, anche se numerose sentenze hanno portato al definitivo accertamento della sua colpevolezza».
E se il capogruppo di An alla Camera, Ignazio La Russa non ha messo in discussione la grazia ad uomo malato, ha criticato però il presidente Napolitano e il ministro Mastella per la fretta nell'iter di concessione: «Non potevano esaminare il caso con più calma? Quante persone meritevoli di grazia ci sono, senza amici influenti nei giornali e tra i politici, che scontano la pena lontano dai riflettori?».
Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione sociale, ha chiesto di «mettere tutti sullo stesso piano» concedendo la libertà anche «a nomi come Mambro, Fioravanti e Ciavardini».
«L'amnistia è la premessa di una riforma della giustizia che punti innanzitutto ad accelerare i tempi nei quali si possa ottenere una sentenza definitiva» ha detto Enrico Boselli, leader dello Sdi: «Abbiamo accolto positivamente la concessione della grazia ad Ovidio Bompressi. Auspichiamo che ciò avvenga anche per Adriano Sofri, ormai da tempo in condizioni di sofferenza».
E con un secco «no, di grazia non parlo», l'ex leader di Lotta continua ieri mattina ha partecipato ad un convegno organizzato dal direttore del quotidiano Il Foglio, Giuliano Ferrara, rifiutandosi categoricamente di toccare l'argomento. «Il suo pensiero più forte era quello che venisse data la grazia a Bompressi, protagonista debole di questa situazione» ha ammesso invece il suo avvocato, Alessandro Gamberini aggiungendo che «Adriano sente su di sè la responsabilità morale degli accadimenti rispetto ai suoi compagni di detenzione, responsabilità morale che non ha mai negato, visto che la leadership indiscussa che ha avuto in Lotta continua non è cosa che si dimentica».
Annalisa D'Aprile
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