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L'EX NAR ARRESTATO
Ciavardini: 'Il giorno della rapina
presentavo un libro' Roma, 12 ottobre 2006 - "Il 15 settembre dell'anno scorso non
potevo partecipare alla rapina di cui sono accusato perché ho
presentato un libro sulla strage di Bologna alla festa romana di
Azione giovani". Ma la sua contemporanea presenza all'Eur, al parco delle Tre Fontane per la festa di Atreju, indetta dalla formazione giovanile di Alleanza nazionale, rende - a suo parere - impossibile l'accusa. Gli avvocati difensori Valerio Cutonilli e Stefano Marzano hanno fatto istanza al giudice per la revoca della misura cautelare e messa e si sono riservati di produrre ulteriori elementi a discolpa del proprio assistito, come testimonianze e perizie tecniche. Il coinvolgimento di Ciavardini nel caso si basa, fondamentalmente, su
una impronta digitale dell'ex Nar rilevata su una busta di
plastica rinvenuta appena fuori l'ingresso dell'agenzia Questa vicenda riporta Ciavardini alla fine degli anni '80, quando, in occasione di un periodo di suo confino in Abruzzo, venne accusato di aver compiuto una rapina a Pescara. Sempre proclamandosi innocente, fu anche condannato in primo grado, ma solo successivamente si scoprì che quel colpo era stato compiuto dall'anarchico Horst Fantazzini. I legali di Ciavardini tengono poi a sottolineare che l'attività
criminale del loro assistito si è concentrata in un breve lasso di
tempo, tra la primavera e l'estate del 1980, quando l'ex "Dopo quei fatti - si spiega - ha scontato tutte le pene e si è
sempre battuto affinché venisse accertata la verità sulla strage di
Bologna. Per questo si è sempre sopraesposto mediaticamente, avendo
continui contatti con esponenti politici, giudici, avvocati e *************************
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