LA PADANIA ON-LINE 15 Febbraio 2006

 

L’Unione arruola un altro giudice. Critiche dal centrodestra: «Specchietto per allodole»
Mancuso sposa la causa dei Ds

Filippo Poletti

La politica chiama. E la magistratura risponde. Accadrà a Bologna, la città d’adozione dell’ex numero della Cgil Sergio Cofferati . Il giudice Libero Mancuso lascerà la magistratura per abbracciare la causa del centrosinistra.
«Confermo che lascio la magistratura» ha detto Mancuso. Sciolta, dunque, la riserva circa la proposta che l’attuale sindaco di Bologna gli ha avanzato per affidargli uno dei due assessorati rimasti vacanti a Palazzo d’Accursio.
Due, al momento, le poltrone lasciate vaganti nell’esecutivo felsineo dall’assessore alla Casa Antonio Amorosi e dall’assessore al Commercio e alle attività produttive Silvana Mura, usciti dalla giunta guidata dal Cinese nei giorni scorsi. È accaduto, rispettivamente, il 9 e il 2 febbraio: «A seguito delle dimissioni - comunica l’esecutivo bolognese - il sindaco ha assunto, in via provvisoria, le competenze relative alle materie precedentemente delegate». In via provvisoria, dunque, Cofferati è anche assessore alle Politiche abitative e della Casa e alle Attività produttive, commerciali e turistiche.
La Giunta Cofferati fa, dunque, acqua da tutte le parti. In soccorso arriverà, però, la giustizia. Pioggia di critiche dal centrodestra: «Il sindaco Cofferati - spiega il capogruppo di An Enzo Raisi in consiglio comunale a Bologna - continua a mettere specchietti per le allodole attraverso il coinvolgimento di nomi altisonanti, ma non credo che Mancuso possa dare la svolta che ci aspettiamo». Parlando di «spaventoso silenzio» da parte del primo cittadino, Raisi sostiene che «l’amministrazione continua a perdere colpi, pezzi e capacità progettuale. Ci troviamo senza due assessori da 10 giorni e può darsi che ancora una volta un magistrato faccia l’ennesima irruzione in politica, ma il problema reale è l’incapacità del sindaco di formare la Giunta». Per il capogruppo di An, insomma, si tratta «di una impasse clamorosa, di una vacatio pericolosa su due assessorati chiave» come quello alla Casa e alle Attività produttive.
Presidente della Corte d’assise di Bologna e presidente della sezione del riesame, nella sua lunga carriera Mancuso si è occupato di eversione e terrorismo di sinistra, del sequestro di Ciro Cirillo e di criminalità organizzata, della strage di Bologna del 2 agosto 1980 e di quella dell’Italicus. Ha inoltre indagato sul conto di Licio Gelli, Francesco Pazienza e dei vertici del Sismi. È stato, inoltre, consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi e sull’eversione, e della commissione sui problemi e sul sostegno delle vittime dei reati, nonché consulente della commissione parlamentare d’inchiesta Mitrokin.
Mancuso, dunque, andrà a portare acqua al mulino della sinistra. Un’intesa - quella tra lui e Cofferati - non certo dell’ultima ora: il 30 marzo scorso, ad esempio, partecipò alla tavola rotonda su “L’impoverimento dei diritti”. Allora, sulla cattedra diessina, salì il quartetto
Mancuso, Cofferati, Giuliano Giuliani e Giulietto Chiesa.
I posti liberi in piazza Maggiore sono due: il primo è stato appaltato da Mancuso. Chi sarà chiamato a occupare il secondo? Giuliani o Chiesa? O qualche altro magistrato?