ROMA ONE - 06 Dicembre 05 |
In 5.000 per la verità di Luigi Ciavardini Si è svolta a Roma una fiaccolata in sostegno dell'ex Nar, condannato a 30 anni in quanto esecutore materiale della strage del 2 agosto 1980. All'epoca dei fatti aveva 17 anni. Gianluca La Penna Roma, 6 dicembre 2005 - La verità di Luigi Ciavardini sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980. Questa la motivazione del corteo che sabato scorso ha portato circa 5.000 persone a dare vita ad una fiaccolata silenziosa da piazza San Marco alla Bocca della Verità. Organizzato dal Comitato 'L'ora della verita'' - nato lo scorso agosto - il corteo, guidato da un enorme striscione che alla sua sinistra reca l'effigie della stessa Bocca della Verita' e alla sua destra lo slogan ''Strage di Bologna, colpevoli di comodo, vittime senza giustizia'' aveva lo scopo di sostenere l'ìinnocenza di Luigi Ciavardini, condannato, quando ancora era minorenne, a 30 anni perche' ritenuto esecutore materiale dell'eccidio -per l'accusa portò l'esplosivo a Bologna - che causò la morte di 85 persone. ''Crediamo sia giunto il momento di ricercare tutti insieme la verita'- ha affermato Valerio Cutonilli, portavoce del Comitato - La fiaccolata ha un valore assolutamente simbolico, verso la Bocca della Verita', andiamo verso la verita'. E' una fiaccolata silenziosa, composta, perche' non vogliamo disturbare chi deve decidere anche sulla posizione di Luigi Ciavardini - ha aggiunto - E' una fiaccolata di speranza nella giustizia, senza simboli politici, a confermare un progetto comune che ha visto aderire rappresentanti politici di partiti assolutamente trasversali. Ennesima conferma che verita' e giustizia sono di tutti''. ''La giustizia puo' essere tale solo se non ci sono paraocchi in chi deve giudicare. Colpevolezze di comodo non servono a nulla'', ha affermato Ciavardini. Il terrorista sconosciuto, come viene definito nel libro di Gianluca Semprini, ha parlato al termine della manifestazione. Visibilmente commosso, ha ribadito la sua innocenza, aggiungendo come sia "innocente tutto l'ambiente coinvolto (il riferimento è a Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, anche loro condannati, ndr). Anche le persone che hanno subito anche un solo giorno di carcere o una perquisiszione per quella strage". Ciavardini, che ha ammesso l'omicidio dell'agente Evangelista per il quale è già stato condannato (siamo nel pieno degli anni 80), è ritenuto esecutore materiale della strage quando all'epoca aveva 17 anni e ne ha gia' scontati 14. La sua vicenda giudiziaria è ricca di colpi di scena. Assolto dall'accusa di aver preso parte all'atto terroristico dal Tribunale dei Minori di Bologna, nel marzo 2002 fu condannato, in secondo grado, a 30 anni di reclusione. Alla fine dello stesso anno, la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annulato con rinvio in II grado la condanna di Ciavardini, adottando la stesso dispositivo per il reato di banda armata per la quale e' gia' intervenuta la prescrizione. Quindi il penultimo capitolo di questa storia, con i giudici della sezione minori della Corte d'Appello di Bologna che erano stati chiamati a ripronunciarsi dalla VI sezione penale della Cassazione che il 13 dicembre 2004, hanno riconfermato la pena.Adesso aspetta l'ultima parola che sulla sua vicenda giudiziaria la Cassazione scrivera' entro marzo dell'anno prossimo. ''Credo che e' fondamentale che la gente - ha precisato l'ex militante dell'estrema destra - abbia colto questa occasione per scendere in piazza. C'e' chi crede che ci siano state molte cose strane nella sentenza che ci ha condannati. E la manifestazione di oggi dimostra comunque un grande rispetto nei confronti delle 85 vittime della strage di Bologna''. ''La nostra colpevolezza e' stata sempre basata su ipotesi, e spero che adesso cambi qualcosa - ha concluso - Comunque e' giusto che io ringrazi tutta la gente che questa sera mi ha voluto offrire la sua solidarieta'. E' una dimostrazione di affetto non solo nei miei confronti ma verso anche tutte le persone che stanno pagando ingiustamente''.
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