il RESTO del CARLINO - Lunedì 20 marzo 2006

 

Andreotti: “Sul 2 agosto c’è una pista ancora da verificare”.

“I magistrati non dimentichino che sulla strage di Bologna c’è una pista alternativa tutta da verificare. Anche perché se la verità fosse un’altra bisognerebbe far qualcosa per chi per quell’eccidio sta già scontando una condanna o potrebbe trovarsi a farlo a breve, come Luigi Ciavardini”. Ad affermarlo è Giulio Andreotti, che oltre a essere tra coloro che conoscono più da vicino i grandi misteri della storia italiana, è stato membro della Mitrokhin, la commissione d’inchiesta grazie alla quale sono saltati fuori alcuni documenti dell’ex Repubblica democratica tedesca che attestano la presenza a Bologna nella notte tra l’1 e il 2 agosto del 1980 di Thomas Kram, esperto di esplosivi e affiliato alla causa di Carlos. Sulla scia di questa pista inedita, la procura ha aperto un nuovo fascicolo. “I magistrati vadano in profondità”, esorta Andreotti, ricordando che peraltro “Kram era più che conosciuto dai servizi segreti sia italiani che tedeschi”. “C’è una verità da accertare- sottolinea- sia per se stessa, sia perché per quella strage ci sono delle persone che stanno scontando una condanna. E se la verità non fosse questa occorrerebbe porre rimedio a un grottesco errore giudiziario”. “Se Ciavardini finalmente dicesse la verità potremmo essere disposti a credere alla sua innocenza- è la risposta di Paolo Bolognesi, i presidente dell’Associazione familiari delle vittime della strage- dopo 26 anni di processi e dolore, d’altra parte, penso sia arrivato il momento anche per lui di dire basta alla solidarietà con i vecchi camerati, di rompere il patto del silenzio e di cominciare a dire quello che sa”.