Il Resto del Carlino- 29 Settembre 05


ROMANZO CRIMINALE

“Andate a cercare il timer ai piani superiori, magari c’è scritto repubblica italiana”. Il timer è quello della bomba del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna e la battuta è quella pronunciatanel film “Romanzo criminale” (che esce oggi in oltre 300 sale cinematografiche italiane) di Michele Placido. Film che “indubbiamente susciterà clamore, anche se trovo la cosa vergognosa dato che ci troviamo in un ambiente culturale che dovrebbe essere preposto a parlarne”. Pierfrancesco Favino, che interpreta il personaggio del “Libanese” nella pellicola tratta dall’omonimo romanzo bestseller del magistrato Giancarlo De Cataldo, aggiunge anche “Personalmente la chiamo semplicemente strage italiana. Sono stati fatti dei nomi, date delle ragioni, ma quanti di noi sono convinti che sia andata così?”. Il film segue in effettil’impronta del romanzo, ove v’è una sorta di ambiguità e ove non vengono attribuite responsabilità, alimentando una “lettura della strage un po’ scomoda”. E nella pellicola sono presenti anche filmati di repertorio del 2 agosto “utilizzati in maniera meno voyeristica possibile e in cui sono state tagliate le scene più crude”. E’ comunque un momento narrativo di secondo piano, nel contesto generale, quello legato alla stazione di Bologna, il film focalizza in effetti la sua attenzione sulla banda della Magliana, quella banda composta da un gruppo di ragazzi che, tra il 1977 e il 1992, dalla periferia di Roma arrivarono a controllare la malavita (traffici di droga, gioco d’azzardo, prostituzione e sequestri di persona) della capitale, alleandosi, in un secondo momento, con Cosa nostra, la camorrae la P2. In tutto ciò, finirono per mettere le mani in vicende “sporche” della storia italiana come il caso Moro, il crack del Banco Ambrosiano, il delitto Pecorelli e la già citata strage. “Il film- continua Favino- getta una luce sulla storia, una chiave di letturatra gli stessi eventi e i personaggi affittati ad una manovalanza criminosa: vengono infatti chiusi dei contratti non scritti in cui la parte contraente è la banda della Magliana ”. L’attore precisa poi come “la pellicola sia un lavoro di fantasia, un’operazione volutamente narrativa dove prendono vita personaggi epici in un contesto reale” ed aggiunge “che sta allo spettatore scegliere chi è buono e chi è cattivo, appassionandosi e facendo di un personaggio il proprio eroe. Magari sta poi allo stesso spettatore domandarsi se sono più cattivi quelli della banda o quelli che li hanno usati. E’bello che il film lasci aperta questa lettura”. Favino ricorda quindi come "la sceneggiatura non era fissa: Michele Placido (il regista) lavorava sul set in maniera aperta, aveva sempre con sé una copia del romanzo ed ogni tanto diceva Vediamo dove ci porta. C’è stata poi una co-partecipazione, un lavoro di squadra, abbiamo fatto anche una specie di ritiro per discutere di tutto: dei personaggi, dei loro percorsi, ma anche dei trucchi e dei costumi ”. Personaggi che hanno il volto di attori noti, il cast d’eccezione vede infattitra gli altri, la presenza di Stefano Accorsi, di Kim Rossi Stuart, di Riccardo Scamarcio, di Anna Mouglalis, di Gianmarco Tognazzi, di Francesco Venditti e di Claudio Santamaria. Proprio quest’ultimo, che nel film interpreta il personaggio di Dandi, spiega il messaggio della pellicola “E’ una storia che può suscitare nei giovani una curiosità, o meglio può invogliarli a porsi delle domande su crimini che non hanno ancora un colpevole e che comunque sono il germe della nostra storia. Sono casi che non sono ancora chiusi e mi piacerebbe che i ragazzi, visto il film, andassero a documentarsi e capissero che c’è una sorta di forza oscura ed invisibile che muove i fili di tutto”.

Barbara Ricciuti