Rinascita - 20 Ottobre 2005 |
L'ora della Verità Perchè nasce il comitato “l’ora della verità”? Il comitato è nato quest’estate, in prossimità del venticinquesimo anniversario della strage di Bologna, per volontà di persone di diversa collocazione politica ma di comune sensibilità per le battaglie di Giustizia. L’unico comune denominatore degli aderenti al comitato è la profonda convinzione che Luigi Ciavardini, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti siano innocenti. Non può non sorprendere la rapidità con cui la vostra iniziativa si sta diffondendo nell’intero territorio nazionale. A cosa è dovuta questa attenzione? La vicenda giudiziaria relativa alla Strage di Bologna ha suscitato lo sconcerto di tantissime persone. Il timore che siano state condannate, per l’atto più atroce dell’intero dopoguerra, delle persone innocenti, è un fattore motivazionale molto forte. Del resto, la storia di Sacco e Vanzetti insegna che non si può assistere passivamente a ciò che si ritiene un’ingiustizia sin troppo evidente. E’ per questo motivo che il comitato trova consensi ovunque. Perché ha parlato di ingiustizia sin troppo evidente? Basti pensare, a mero titolo esemplificativo, al testimone chiave Massimo Sparti (personaggio dubbio legato alla cosiddetta ‘Banda della Magliana’, ndr), l’asse attorno al quale ruota l’intero processo contro Mambro e Fioravanti. Sparti, pochi mesi dopo aver rilasciato le dichiarazioni decisive, fu dimesso dal carcere di Pisa per un tumore che in realtà non ha mai avuto. E’ un fatto di straordinaria gravità che gli italiani non intendono più ignorare. L’onorevole Fragalà, intervenendo ad un convegno giovanile lo scorso settembre, ha parlato senza mezzi termini di condanne ottenute grazie ad una palese frode processuale. Lo hanno applaudito tutti, indistintamente. Le sentenze di condanna, però, sono già passate in giudicato... In realtà, gli effetti del giudicato si sono prodotti esclusivamente nei confronti di Mambro e Fioravanti. In questo caso, è doveroso e legittimo sperare in una revisione del processo. Ciavardini, invece, è ancora in attesa che la Suprema Corte si pronunci in modo definitivo sulla sua posizione. Per quali ragioni? Ciavardini era minore all’epoca dei fatti ed è stato giudicato a parte dal Tribunale dei minori. Per lui la partita è ancora aperta e il riconoscimento della sua innocenza potrebbe rappresentare il primo, coraggioso passo verso la Verità. Qualcuno, però, potrebbe obiettare che il comitato esprima solamente una solidarietà politica nei confronti di Mambro, Fioravanti e Ciavardini... L’adesione al comitato “l’ora della verità” prescinde da qualsiasi appartenenza politica. Consideri che il comitato sta organizzando, nell’intero territorio nazionale, la presentazione del libro: “Luigi Ciavardini: un caso giudiziario”. L’autore è Gianluca Semprini, un giornalista dell’emittente satellitare ‘Sky’ schierato apertamente a sinistra. Questo libro può essere considerato il manifesto dell’innocenza di Ciavardini, Mambro e Fioravanti. Ritengo particolarmente significativo il fatto che sia stato scritto da una persona lontana ideologicamente dai 3 imputati. Si tratterebbe dunque di un’iniziativa trasversale? Assolutamente sì. E’ ciò che accade, in fondo, anche fuori dal comitato. Indubbiamente ci sono alcuni parlamentari di AN, come Fragalà e Raisi, che si stanno distinguendo per la determinazione con cui sostengono l’estraneità alla strage di Ciavardini, Mambro e Fioravanti. Ma il “fronte” dell’innocenza è molto più vasto ed eterogeneo. Va dal Presidente Cossiga ed arriva ad ex brigatiste rosse come la Balzarani, passando per i radicali e per diversi libertari di sinistra. L’articolo di maggior spessore, in occasione dell’ultimo anniversario della strage, reca la firma di Andrea Colombo del Manifesto. E’ una difesa disinteressata ed accanita dell’innocenza di Ciavardini. E’ soprattutto un invito, accorato, a non cedere alla tentazione di accettare dei colpevoli di comodo. La Giustizia, come la Verità, non può avere colore politico. Ritiene, dunque, che tale iniziativa possa consentire di superare le divisioni politiche? Credo proprio di sì. Ad esempio, l’unica punto su cui potrebbero concordare l’onorevole Pellegrino, ex Presidente della Commissione Stragi, e l’onorevole Guzzanti, attuale Presidente della Commissione Mitrokhin, sembra essere proprio l’innocenza di Ciavardini, Mambro e Fioravanti. I media però, a parte poche eccezioni, non sembrano prestarvi particolare attenzione... Temo che qualcuno abbia deciso di far calare il silenzio su questa vicenda. La sentenza di condanna di Ciavardini, nell’appello bis, ha guadagnato poche righe tra le brevi. La notizia che un minorenne avrebbe commesso il crimine più atroce di tutta la storia italiana ha occupato lo stesso spazio di una banale lite condominiale. E’ un fatto inquietante. Ma gli italiani, con il tempo, hanno imparato a documentarsi anche da soli. Non è un caso se il nostro sito (www.loradellaverita.org) viene visitato ogni giorno da diverse centinaia di persone. Il comitato organizza convegni in tutt’Italia, ogni settimana. E le sale sono sempre piene di gente che vuole offrire il proprio contributo al comitato. Ai media dunque, nelle prossime settimane, chiederemo l’attenzione che il comitato merita in ragione della sua rappresentatività. In che modo? Con iniziative simboliche e civili. Il comitato “l’ora della verità” sta organizzando a Roma, per il prossimo 3 dicembre , una fiaccolata silenziosa per la Verità e per la Giustizia a cui parteciperanno anche anziani e bambini. Non è solo un’occasione per esprimere la propria solidarietà a persone – e ad un intero ambiente politico - che si ritengono innocenti. E’ soprattutto un modo per rendere omaggio alle 85 vittime della Strage di Bologna, vittime che troppo spesso sono state oggetto di inammissibili strumentalizzazioni politiche: la Verità è dovuta soprattutto a loro.
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