LA SICILIA - 7 Novembre 2005 |
CATANIA: STRAGE DI BOLOGNA; PRESENTATO LIBRO DI SEMPRINI SUL CASO CIAVARDINI Tappa siciliana per il comitato “L’ora della verità” costituito nei mesi scorsi per accompagnare l’ultima fase del processo a Luigi Ciavardini, l’ex Nar accusato di esser l’esecutore materiale (in concorso con Mambro e Fioravanti) della strage alla stazione di Bologna. Nel corso di un incontro tenutosi oggi nel Marlene Pub di via Coppola alla presenza di circa centocinquanta cittadini convinti dell’innocenza dell’imputato e della totale estraneità della destra alla strage, il comitato ha presentato la nuova edizione del libro sul caso, scritto dal giornalista Gianluca Semprini (di Sky) sulle vicende giudiziare di Ciavardini, dal titolo: “La strage di Bologna. Luigi Ciavardini: un caso giudiziario” (S.E.B. 2005). L’esposizione ha tenuto a dimostrare, senza tralasciare il dato tecnico, l’incongruenza dell’impianto accusatorio e l’inesistenza di un valido supporto probatorio, se non legato a testimonianze compiacenti. La vicenda processuale in corso ha trovato differenti esiti da parte dei diversi collegi giudicanti cui è stata sottoposta: si è passati dalla piena assoluzione dell’imputato alla sua condanna a 35 anni. Secondo il comitato il contesto giudiziario si è rivelato forzato per effetto delle possibili conseguenze scaturenti dall’eventuale e definitiva assoluzione di Ciavardini da parte della Suprema Corte: ad essa, infatti, seguirebbe l’inevitabile riesame della vicenda processuale di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, oggi condannati con sentenza passata in giudicato. “È ingiusto condannare un uomo innocente per il rischio di riaprire una vicenda chiusa troppo in fretta – hanno precisato gli organizzatori – dal canto nostro vogliamo testimoniare all’amico Ciavardini la più grande partecipazione per il dramma umano che sta vivendo con grande coraggio e fortissima consapevolezza”. Sulla persona di Luigi Ciavardini è stato detto: “No, non è lui il macellaio di Bologna, Luigi è un uomo buono. A mettere quella maledetta bomba è stato qualcun altro”. In sala la condivisione è stata massima.>>
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